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Aredhil



“La civiltà immortale, generata e guidata da Elatòmshim, nella maestosa grazia e giustizia del volere di Gladiel. Il luogo in cui le membra stanche trovano riposo, e le anime inquiete la pace.” [Alorhin Ludhaelen, Sui Passi della Luce]



Il Reame di Aredhil, conosciuto anche solo come Aredhil, è il regno degli Uinir dei territori centrali, situato nell'omonima foresta. Dallo Scisma di Aredhil, il Reame indica la porzione di territorio situato nel Samarin orientale, di cui rappresenta anche il confine. Oltre la linea che delimita Aredhil sul versante est, si trova Illywhaylin, un tempo parte dello stesso reame, oggi governo degli Uinir del Learon.


Prima della storia


Le origini del Reame di Aredhil sono sconosciute e perlopiù affidate al mito. Nei primi documenti scritti dell'Era Comorum, si fa risalire la nascita di Aredhil all'anno -10.000 dell'Era Bahran, ovvero diecimila anni prima dell'invenzione della scrittura. Si tratta dell'attestazione scritta di antiche leggende, e il dato numerico è da considerare simbolico, senza alcuna pretesa di accuratezza storica. Secondo il Culto dei Quattro, Aredhil sarebbe nata dalla volontà di Gladiel che, dopo aver addormentato i draghi ancestrali poiché incapaci di adorare Elatòmshim, crea i suoi figli perfetti, creature più minute ma numerose, e dotate di una spiccata coscienza e gratitudine.
Gli Uinir, generati dalla Luce di Elatòmshim, agiscono come un grande organismo, che prende forma nella grande civiltà di Aredhil. La capacità di coordinarsi e di agire tutti secondo un volere comune è ciò che contraddistingue il popolo Uinir dalle successive creature di Gladiel, meno organizzate e dall'indole più bestiale e primitiva. Prima della fondazione di Gorth, infatti, era pensiero comune tra gli Uinir che gli Uhmar non fossero in grado di organizzarsi in strutture complesse, e che la civiltà di Aredhil, rispetto al nomadismo disordinato e disperato dei figli imperfetti, fosse sintomo di superiorità.


Reame della Luce


La cronaca scritta del Reame di Aredhil inizia con l'invenzione della scrittura, all'inizio dell'Era Comorum. Il sommo praticante delle arti arcane, nonché scopritore della magia, Avelin fonda la prima Scuola di Magia e necessita di un sistema per annotare i risultati dei suoi studi. Nasce la narrazione della storia.
L'invenzione della scrittura diffonde ancora più efficacemente il Culto dei Quattro, e il prodigio della magia conferma l'esistenza del potere divino. L'argomento religioso permea la mentalità del Reame, il Re diventa esecutore materiale della volontà superiore attraverso il messaggio riferito da mistici e sacerdoti, tra cui il più importante, Avelin. In Aredhil, la nuova corrente filosofica dell'Innalzamentismo si contrappone al Deismo modificando radicalmente la cultura del popolo uinir. Nella mentalità deista, la distanza tra Gladiel e i suoi figli è tale da rendere chiaro il rapporto di sudditanza dei secondi verso il primo. La mentalità innalzamentista, al contrario, pone Gladiel nel ruolo di creatore supremo, che però avrebbe generato dei figli dalle doti simili alle sue, che grazie alla conoscenza e alla scoperta possono sperare di raggiungere il grado del divino, come del resto le narrazioni deiste già narravano con Mirvas, Valenor e Teberas. Gli Uinir iniziano a narrare di sé come di creature divine, della stessa natura del dio che tutto generò.
Una delle preoccupazioni di Aredhil durante l'Era Comorum è l'espansione degli Uhmar civilizzati, che da Gorth, ormai stanziali, tentano di guadagnare territori. La retorica predominante, in questo periodo, è quella della presunta inferiorità degli Uhmar rispetto ai figli perfetti di Gladiel, con particolare enfasi sulla pericolosità dei secondogeniti, visti come creature inaffidabili e incostanti, possibili nemici della Luce.
Nei primi decenni dell'Era Comorum, Aredhil e Gorth si scontrano a più riprese, e i contatti tra le due parti portano talvolta a un avvicinamento tra i popoli, con Uhmar che vengono accolti in Aredhil, purché si attengano alle regole del Reame, e viceversa. Il sovrano del tempo, la Regina Galhasya Mithnwhalle, è convinta che gli Uhmar siano imperfetti finché ignari del grande disegno di Gladiel, e che possano beneficiare della vita nel Reame, a contatto con Elatòmshim. Questo pensiero verrà ripreso molti secoli dopo da Hen Gamoth, e sarà il fondamento del Patto della Luce.


Scisma


Nell'anno 48 dell'Era Comorum, Avelin trasmette il suo potere a uno dei suoi quattro Discepoli prima di morire. Il dubbio sull'identità del suo successore apre una questione filosofica che affonda le radici nella discriminazione di una parte del popolo uinir verso gli Uhmar. Tra i Discepoli, infatti, Bartor è di specie uhmar, e il versante orientale del reame non vede di buon occhio la sua figura come erede del potere divino. Il monito con cui Avelin aveva lasciato i tre Discepoli Uinir presenti al momento della sua morte, sembrava inoltre metterli in guardia dal “diverso”, che le famiglie orientali collegano a Bartor, diverso poiché non di specie Uinir.
Oltre a ciò, tra le dinastie orientali vi era la famiglia Iyhala, nucleo di provenienza di Vin'Iyha, uno dei quattro Discepoli e promettente pretendente al ruolo di erede di Avelin. L'influente famiglia Iyhala si impegna nel riconoscimento di Vinalyn come nuovo Damas Rei e la maggioranza delle dinastie orientali si allea nello stesso schieramento, contrapponendosi alla Regina Galhasya Mithnwhalle, che decide di non prendere posizione circa l'identità dell'erede.
Nell'anno 62 dell'Era Comorum, i contrasti tra il versante occidentale del Reame e le famiglie orientali diventa insanabile, complice la nascita di ordini religiosi avelinisti iyhalisti, malvisti dal Reame. Il conflitto interno rischia di indebolire Aredhil, impegnata anche sul versante occidentale contro le mire espansionistiche di Gorth. Le famiglie chiedono la separazione dal Reame e Mithnwhalle, temendo di dover combattere una duplice guerra su due versanti, concede l'indipendenza. Il Reame e le famiglie tracciano il confine tra i due territori, che taglia in due i territori centrali e determina la separazione tra due grandi blocchi: Samarin a ovest e Learon a est.
Lo scisma lascia ad Aredhil una società inclusiva e tollerante, in cui convivano idee diverse sotto il comune denominatore dell'adesione alla causa della Luce. A est, le famiglie di Illywhaylin, istituiscono un governo dal pensiero unico, che espelle dal proprio territorio gli Uhmar e persegue la dottrina iyhalista, con Vin'Iyha eletto al grado di divinità dopo la sua morte nell'anno 179.


Rivoluzione filosofica


La filosofia innalzamentista guida il processo di trasformazione del Reame di Aredhil per tutta l'Era Vanseet. L'idea che le creature di Gladiel possano tendere alla dimensione divina attraverso la conoscenza sposta gran parte della popolazione sull'apprendimento dei principi basilari della magia, visti come la chiave per la comprensione dell'essenza di Elatòmshim. Allo stesso tempo, il principio dell'elevazione ascetica che determina la superiorità del popolo uinir spinge Aredhil al conflitto contro i popoli che non perseguono tale via, ragion per cui la discesa dei Turgot da Behrrandjr ai monti di Goromund, e la loro dispersione nei territori limitrofi alla foresta di Aredhil vengono tenute d'occhio e contrastate all'occasione. In questo periodo, viene istituito l'ordine degli Avalham, i guardiani della foresta, sorveglianti dei confini di Aredhil e protettori del reame.
Ancora più astiosi sono però i rapporti con gli Uhmar di Ferenor, che sta conoscendo un'espansione preoccupante. Sebbene Aredhil sia un reame inclusivo, pretende di giocare alle sue regole e guarda con sospetto e timore l'espansione territoriale di un popolo, quello ferenoico, che pratica la magia solo marginalmente, e che impone la sua forza anche tra simili, facendo del conflitto interno la chiave per la sottomissione dell'altro. Aredhil si impegna a contrastare la fondazione delle città di Darrenil e Habenòr, troppo prossime al reame poiché oltre la striscia di Mithridal che, pur non ufficialmente, aveva sempre rappresentato il confine tra i due popoli. Habenòr viene rasa al suolo dall'esercito Uinir, e i suoi resti sono ancora oggi luogo di incontro tra le due culture e simbolo di un passato conflittuale.
Con l'invasione dei Mhalakyte dell'Era Onushrit, Aredhil apprende l'esistenza del sottosuolo e la contrapposizione tra Elatòmshim e Mahamar, che nella filosofia innalzamentista era già presente. Uhmar e Turgot erano infatti considerati esseri imperfetti, poiché corrotti da una qualche entità avversa alla Luce.
La presenza del popolo dell'Ombra unisce maggiormente gli Uinir del reame sotto il vessillo di Elatòmshim. Ai maggiori praticanti di arti arcane viene incaricato di compiere un incantesimo di protezione sull'intera foresta, che si ammanta così di un'energia di Luce che tiene a distanza i Mhalakyte. Per questo, la prima grande invasione è una guerra tra il popolo oscuro e un'alleanza composta da Uhmar e Turgot, con Aredhil e Illywhaylin che restano a guardare.
A fine guerra, tuttavia, Aredhil dichiara guerra alla civiltà uhmar, ritenuta corrotta e insidiosa per il dominio di Elatòmshim. Gli ultimi decenni dell'Era Onushrit è caratterizzata da guerre sanguinose tra Aredhil e Trinien, che terminano nell'anno 212, quando il Re Galendor Maheyllis firma con il sovrano di Trinien Hen Gamoth il Patto della Luce per la purificazione della superficie.


Nuovo Sacro Ordine


Seguendo il Patto della Luce, Aredhil e Trinien avrebbero collaborato per istituire un ordine che unisse tutti i popoli di Damas nell'adorazione di Elatòmshim. Il Culto dei Quattro e l'Avelinesimo dovevano diventare religioni universali, e guidare la superficie contro il sottosuolo. Il patto prevedeva due punti fondamentali: la costruzione di cinque Grandi Templi dedicati agli dèi distribuiti in tutta Damas, in cui il potere magico della superficie potesse concentrarsi e rischiarare l'animo degli individui, e la purificazione degli Uhmar, sotto forma di intense infusioni di Luce a cui diversi neonati dovevano essere sottoposti. Le infusioni avvengono ad Aredhil e danno origine alla nuova specie dei Gavriel, Uhmar di pura Luce dal potenziale magico smisurato. I Gavriel diventano anche reggenti dei Grandi Templi, a eccezione del Tempio di Teberas, nel Learon.
L'Era Gavriellum è un periodo di splendore, in cui Aredhil acquisisce forza e grande influenza sul resto di Damas, che illumina come un faro. Il reame e Trinien sono i nuovi fulcri da cui dipende l'equilibrio del mondo e l'armonia tra i popoli, che mai come in quest'epoca si avvicinano a essere coesi nella causa della Luce contro l'Ombra.


Seconda invasione


Durante la seconda invasione dei Mhalakyte dell'Era Mahamarum, Aredhil rimane terra di difesa. La difesa magica sulla foresta viene potenziata e le forze oscure, ancora una volta, preferiscono attaccare i centri cittadini uhmar, e soprattutto i Grandi Templi, di cui riescono a conquistarne tre. Gli Avalham, difensori dei margini, si dipartiscono in due gruppi distinti: ai guerrieri e arcieri specializzati, si affianca la squadra degli Elavalham, abili praticanti arcani con il compito di proteggere il reame e amplificare la sua difesa magica lungo le linee di confine.
Con la conquista dei Templi da parte di Ramaragh, Aredhil diventa anche rifugio per i Gavriel, che dai luoghi di culto sono costretti a scappare, e trovano accoglienza laddove erano stati generati. In Aredhil, i Gavriel prendono gestione dei luoghi di culto, dove si occupano dello studio della magia e tengono vivo il potere di Elatòmshim.
Quando, nell'anno 12, Ferenor viene conquistata da Ramaragh e diventa Mhalakart, Aredhil decide di passare a un atteggiamento più aggressivo. Il nemico stanziato alle sue porte è un pericolo troppo grande, e difendersi non è più sufficiente. Inizia un periodo di guerre tra Aredhil e Mhalakart, con entrambe le forze che non riescono a prevalere l'una sull'altra. La situazione peggiora ulteriormente nell'anno 68, quando Ramaragh conquista Andazòr, nel Learon, e poi nel 76, con la presa di Terast. Aredhil si sente circondata, e la corruzione dilagante sta diffondendo l'Ombra, soffocando la Luce.
Nell'anno 149, il Re di Aredhil Nivahel Valdenir accoglie il gruppo rivoluzionario gorbolo delle Fiamme Blu che, in fuga da Andazòr, tentano maggiore fortuna nel Samarin, dove si pongono l'obiettivo di annientare Mhalakart dall'interno. Ne nasce un'alleanza, forte anche dell'adesione di Mharakay Von Ultrecht e il suo esercito ribelle, che porterà alla liberazione dei Grandi Templi occupati dalle forze di Mahamar, e quindi all'evocazione dei draghi ancestrali e alla riconquista di Mhalakart e delle altre città della superficie.


Nuova Era


La riconquista della superficie conduce Damas in una nuova era. Aredhil discute con Fenegard – la fu Mhalakart – la gestione del potere arcano dei Gavriel, che aveva evocato i draghi ancestrali. Un tale grado di energia è ritenuto pericoloso e, sebbene si trovi custodito in Aredhil, l'imperatore Calcus Fenegard insiste affinché venga sigillato, onde evitare che un popolo di Damas possieda una potenziale arma di sopraffazione sugli altri. Il Gavriel Verxes afferma che tale potere sia stato generato dalla concentrazione degli sforzi della Luce contro l'Ombra, e che non è possibile che un insieme ridotto di individui possa manipolarlo per utilizzarlo contro gli altri . Nonostante egli insista per evitare il sigillo, non viene ascoltato, e il Re di Aredhil Nivahel Valdenir decide di acconsentire alla richiesta di Fenegard.
Nell'anno 10, il potere arcano dei Grandi Templi viene sigillata al loro interno. I Gavriel vengono incaricati di vegliare su di esso, custodendo il sigillo per difenderlo da eventuali minacce future.
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