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Innalzamentismo



“La creatura scoprì di essere fatta della stessa sostanza del suo Padre divino. La conoscenza è la sfida di Gladiel, affinché i più degni possano assurgere ai suoi piani, e con merito e consapevolezza contemplare la sua immensa opera.”
[Fjenrin Mharaellin, Avelinesimo]



L'Innalzamentismo è una corrente filosofica nata nel Reame di Aredhil nel primo secolo dell'Era Comorum, in contrapposizione alla precedente visione, che prende il nome di Deismo. Il principio fondamentale dell'Innalzamentismo riguarda l'emancipazione della creatura mortale dal suo creatore divino attraverso l'apprendimento della magia.


Ruolo della magia


La scoperta della magia ad Aredhil, a opera di Avelin, segna il confine tra l'Era Bahran (senza scrittura) e l'Era Comorum (della conoscenza). Proprio la magia, infatti, è la disciplina per cui gli Uinir di Aredhil inventano la prima forma di scrittura della storia, al fine di annotare le nuove scoperte e tenere traccia degli studi, che grazie all'accumulo di conoscenze possono progredire.
La magia viene da subito considerato un prodigio, un'energia proveniente da piani estranei a quello materiale, e tipicamente associata al mondo divino. La possibilità di manipolazione, trasformazione, evocazione del reale inducono gli Uinir a riconoscere nella magia il potere di creazione di Gladiel, il linguaggio in cui è scritta la realtà. Avere la possibilità di apprendere tale linguaggio, fornisce agli Uinir la possibilità di ascendere al piano divino, assurgendo alla condizione di divinità propria del dio creatore che li ha generati.
Il Damas Rei, ovvero il mortale che eredita il potere di Damas, e che ha facoltà di indirizzare gli eventi del mondo, è ulteriore elemento di forza del pensiero innalzamentista. Si tratta, infatti, di una divinità mortale, un emissario degli dèi su Damas, che nell'anonimato interviene affinché il disegno di Gladiel si realizzi attraverso il comportamento dei suoi figli.


Contrapposizione con il Deismo


Prima della scoperta della magia, la mentalità degli Uinir di Aredhil era di tipo deista. Il termine “Deismo” non esisteva, verrà utilizzato in seguito in contrapposizione con l'Innalzamentismo, per indicare il passaggio tra la subordinazione al piano divino all'emancipazione da Gladiel.
Secondo la mentalità deista, Gladiel creò Elatòmshim e Damas servendosi del potere superiore derivato dalla sua natura di dio. Il potere di Gladiel è insito in lui, non riversato sul creato, e quindi non raggiungibile da alcun mortale. I figli di Gladiel possono godere dell'esistenza da una posizione di sudditanza, poiché generati per il preciso scopo di adorare la Luce e nutrire Elatòmshim.
Di contro, l'Innalzamentismo rivaluta i figli di Gladiel, a cui attribuisce il potere di emancipazione attraverso la conoscenza. La comprensione del mondo e delle sue regole, seppure nebulosa in partenza, è accessibile a ogni creatura mortale che abbia intenzione di ascendere ai piani del divino, ed è il mezzo attraverso il quale Gladiel avrebbe concesso ai suoi figli di raggiungerlo. Il desiderio di conoscenza diventa veicolo di preghiera, atto meritorio di avvicinamento al creatore e adorazione della sua opera.
L'Innalzamentismo non sostituisce il Deismo, ma si impone come pensiero dominante ad Aredhil e, in seguito, in Illywhaylin. È la filosofia su cui si basa l'Avelinesimo, mentre il Deismo è il pensiero tipico del Culto dei Quattro. Diversi studiosi hanno notato tracce di pensiero innalzamentista anche nella dottrina dei Quattro, in quanto tre Uinir speciali, Valenor, Mirvas e Teberas, imparano a gestire vento, acqua e fuoco e assurgono al ruolo di dèi. Tuttavia, nel Culto di Quattro non si parla mai della possibilità di raggiungere i piani divini, e i tre Uinir rappresentano un'eccezione esclusiva.
Nell'Avelinesimo, al contrario, la scoperta della magia apre le porte alla comprensione delle leggi superiori, e l'individuo si riscopre composto della stessa sostanza del padre divino. Gladiel desidera dai suoi figli l'emancipazione, e li sfida a scoprire la sua essenza, a svelare il mistero dietro il prodigio della creazione.


Impatto culturale


La filosofia innalzamentista modifica profondamente il Reame di Aredhil e ridisegna la concezione che gli Uinir hanno di se stessi. Da strumenti nelle mani di Gladiel a creature potenzialmente divine, gli Uinir impostano la propria società non più sulla passiva accettazione della propria natura e sulla ripetizione di compiti riguardanti la preghiera e l'adorazione di Gladiel, bensì instaurano un ordine basato sullo sviluppo della conoscenza. La magia diventa il mezzo attraverso cui l'essere mortale esplora la realtà, con l'intenzione di svelare l'essenza divina tra le maglie della materia.
L'Innalzamentismo pone dubbi sulla validità delle altre specie intelligenti, gli Uhmar e i Turgot, che se prima, pur nella loro imperfezione, potevano svolgere la funzione di adoratori di Elatòmshim, ora devono dimostrarsi in grado di apprendere l'essenza del creato per poter assurgere ai piani divini.
La figura di Bartor diventa quindi divisiva. I suoi sostenitori come nuovo Damas Rei ritengono gli Uhmar all'altezza della conoscenza divina, mentre chi non lo reputa l'erede di Avelin, o lo ritiene un impostore, esclude la sua specie dal novero dei figli di Gladiel. Quest'ultimo concetto trova il suo estremo a Illywhaylin, dove gli Uhmar sono considerati un sottoprodotto, creature corruttibili e inaffidabili, indegne del disegno di Elatòmshim. Nell'Avelinesimo iyhalista, dottrina predominante a Illywhaylin, specie diverse dagli Uinir non trovano spazio tra le creature di Luce, neppure in forma di Gavriel.
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