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Elatòmshim



“Come un monumento alla creazione, si erge alto nel cielo e ci osserva, affinché tutti ricordiamo del grande dono della vita attraverso la Luce, desiderosi di alimentarlo della nostra stessa essenza.” [L'Origine, autore uinir sconosciuto]



Elatòmshim è la fonte della Luce, emanazione di Gladiel nel mondo terreno. Si presenta come una sfera luminosa che, durante il giorno, percorre un arco nel cielo, svanendo dove termina lo sguardo, nelle acque lontane. La concezione di Elatòmshim varia in base alle culture, ognuna delle quali ne fornisce una descrizione differente. In comune alle varie visioni su Elatòmshim vi è l'idea che esso sia nucleo dell'energia vitale, fonte di benessere e prosperità.


Nel Culto dei Quattro


Il termine Elatòmshim è in lingua uinir, più precisamente del versante nord-occidentale di Aredhil, e appare nelle prime scritture religiose, a loro volta derivanti dalla tradizione orale. “Ela” indica per gli Uinir la Luce. Lo stesso nome indica le stelle, e più in generale tutto ciò che emette energia radiosa.
Nel Culto dei Quattro, Elatòmshim è la prima creazione di Gladiel, alla quale segue Damas con i suoi esseri viventi. Questi ultimi esistono con il preciso scopo di accrescere e rinnovare l'energia di Luce di Elatòmshim affinché il creato segua il volere del suo creatore. Gli Uinir sono le principali creazioni di Gladiel in quanto la specie più sensibile alla Luce, nonché più dedita all'applicazione dei suoi principi divini. Elatòmshim è il catalizzatore dell'energia di Luce prodotta da Uinir e altre creature di Luce e, quanto più splende, tanto è evidente che il mondo creato dal volere di Gladiel è in stato di prosperità.
Nei primi scritti uinir, Elatòmshim rappresenta il dono della vita concesso alle specie che popolano Damas, mentre diventa fonte di energia dopo la scoperta della magia e, soprattutto, con la scoperta dei popoli del sottosuolo, quando assume il ruolo di contenitore dell'energia di Luce in contrapposizione all'energia opposta, l'Ombra.


Nell'Avelinesimo


Il ruolo di Elatòmshim nell'Avelinesimo è simile a quello nel Culto dei Quattro. Mentre nel secondo la Luce è scissa dalla magia, che ne è solo uno degli elementi, per gli avelinisti Luce e magia costituiscono la stessa essenza; pertanto Elatòmshim rappresenta non solo la prosperità del mondo di superficie, ma anche l'intensità magica espressa dagli individui, che a sua volta è sintomo della loro capacità di manipolazione.
Elatòmshim è quindi simbolo dell'emancipazione dei mortali da un piano divino che per gli avelinisti non sussiste. La volontà di Gladiel si traduce nella concessione alle sue creature dello stesso potere di creazione, come fu per Valenor, Mirvas e Teberas. Elatòmshim rappresenta il quinto elemento, il soffio vitale che rende vibrante la materia inerte.


In altre culture


Per gli Uhmar occidentali, antenati della civiltà di Fenegard, il sole era una sfera di fuoco vorticante generata dagli spiriti della natura, che al termine del giorno si spegneva nelle acque poiché gli spiriti andavano a riposo. Essi erano convinti che dal sole dipendesse la luce, ma non il calore, che era invece proprio di Damas, e che la luce indicasse ai popoli quando svolgere le proprie attività, scandendo il ritmo della giornata di lavoro.
Nella mitologia nordica, il sole (Rhel) era l'energia prodotta dalle battaglie, attratta dai frammenti di anima sparsi per le sei facce di Damas. La sparizione di Rhel all'orizzonte coincideva con la sua comparsa su una differente faccia. Rhel sostava più tempo sulla faccia conosciuta rispetto che sulle altre poiché lì vi era una maggiore concentrazione di anime, e quindi di battaglie. Esisteva però un altro sole (Ythun) che illuminava le facce trasversali seguendo lo stesso moto, per cui su due facce ruotavano due soli perpendicolari.
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