Mahamar è il dio del popolo mhalakyte, rappresentante supremo dell'Ombra e oppositore di Gladiel, di Elatòmshim e della Luce. Il termine Mahamar indica, oltre all'entità che comunicò il suo messaggio a Rabah'Rahabas, il credo religioso del popolo Mhalakyte, basato sul culto dell'Ombra. Trattandosi infatti dell'unica religione di Gotrir, la dottrina non ha un nome specifico ma ci si riferisce ad essa come al Volere di Mahamar.
Le attestazioni sul culto di Mahamar si trovano nei racconti del popolo Mhalakyte risalenti all'Era Comorum, che nella cultura di Renor Val Byùl è definito periodo Aharan'yehda, ovvero “prima della rivelazione”. La scrittura mhalakyte, sviluppatasi separatamente da quella di superficie, consisteva in incisioni di rune e simboli sulle pareti dei luoghi sacri e sulle statue, e la pronuncia era tramandata oralmente.
La società precedente al culto di Mahamar venerava gli Hshùa, spiriti dell'Abisso, essenze provenienti dal punto più profondo del Gotrir che, viaggiando per i cunicoli, si insinuavano nell'animo degli individui e li possedevano. Agli Hshùa furono dedicati i primi templi, che avevano la funzione di accoglierli affinché potessero esprimersi attraverso il sacrificio di un individuo posseduto.
La Rivelazione pose fine all'Aharan'yehda. Un gruppo di esploratori si trovava ai confini dell'Abisso, intento a scoprire le profondità del Gotrir. Il capo della spedizione, Rabah'Rahabas, sosteneva di aver ricevuto una chiamata in sogno, e aveva convinto i suoi compagni che nell'Abisso si trovasse il nucleo dell'essenza degli Hshùa. Scendendo nell'Abisso, tuttavia, i fumi dell'Ombra sempre più intensi ottenebrarono la ragione degli esploratori, che un po' per volta decisero di tornare indietro. Una volta a Renor Val Byùl, raccontarono di una forte sensazione di perdita del senno che li aveva terrorizzati. L'unico a non fare ritorno fu Rabah'Rahabas che, disperso, venne dato per morto.
Rabah'Rahabas riapparve solo due giorni dopo, in preda a una lucida follia, e mostrò un prodigio di cui era entrato in possesso: la magia nera, oscuro potere di un piano divino a lui offerto dall'entità creatrice di nome Mahamar, di cui portava il messaggio. Mahamar, dio creatore del Gotrir con i suoi abitanti e generatore dell'Ombra, parlò attraverso Rabah'Rahabas di un mondo di superficie da annientare, poiché generatore di una forza opposta, la Luce, disgregatrice dell'Ombra.
La rivelazione ottenne credito per via della sua prova tangibile, al punto da diventare rapidamente l'unica forma di pensiero religioso del Gotrir. I Mhalakyte appresero il senso della loro esistenza, distruggere la Luce, e scavarono cunicoli che li portarono in superficie, dove si scontrarono con gli altri popoli di Damas in battaglie per il dominio degli elementi, che perdurano ancora oggi.
Il Culto di Mahamar è l'unico nel Gotrir, a eccezione di una variante minore che prevede la coesistenza del dio dell'Ombra con gli Hshùa, considerati spiriti minori di cui Mahamar si serve. Nella versione più diffusa del culto, Mahamar è l'unico manipolatore delle forze dell'Ombra incanalate nella magia, alle quali i mortali possono accedere agendo secondo il suo volere.
L'energia d'Ombra deve essere evocata da Mahamar in tutto il Gotrir, affinché il potere a disposizione dei Mhalakyte sia intenso e diffuso. L'Abisso è, tuttavia, luogo di follia, in cui l'essenza oscura è tanto potente da far perdere il senno a qualunque mortale vi si avventuri. Il catalizzatore dell'Ombra dall'Abisso fino al Gotrir superiore è un preciso elemento: il Sacrificato dell'Abisso. Questo viene posto sulla bocca dell'Abisso, sospeso a mezz'aria, legato alla roccia da fili d'Ombra che si innervano nelle pareti, e ha lo scopo di assorbire l'Ombra e canalizzarla in tutto il Gotrir. Alla morte del Sacrificato per follia e consunzione, un nuovo Sacrificato prende il suo posto.
Il ruolo di Sacrificato è spesso volontario, poiché la vicinanza con Mahamar e il ruolo svolto garantiscono, secondo la dottrina, di raggiungere uno stato di simbiosi con il dio creatore, e quindi il massimo livello di onore e godimento. Se non vi sono volontari, tuttavia, il Sacrificato viene scelto a sorte, o di comune accordo tra i membri della comunità religiosa. Il prescelto non può rifiutarsi, pena la morte.
Lo scopo del Culto di Mahamar è lo spegnimento della Luce di Elatòmshim attraverso l'uccisione delle creature di superficie che la alimentano. Tuttavia, se non si riesce o non si ritiene necessario uccidere un portatore di Luce, è possibile traviarlo, in modo che da ricettacolo di Luce, esso diventi ricettacolo d'Ombra. All'interno del culto esiste una spaccatura sull'argomento, con un versante che preferisce il primo approccio e il secondo che predilige il secondo. Sul piano operativo, i cultori di Mahamar optano per un approccio ibrido, uccidendo quando possibile e traviando all'occasione.