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Hen Gamoth



“Dal suo fine intelletto e la sua lungimiranza, nacque l'Era della Luce. La creò lui, tracciandola nel nulla, come una visione.” [Alec Albarat, La civiltà gortica]



Hen Tarn Gamoth (Trinien, Era Onushrit anno 167 – Trinien, Era Gavriellum anno 6) è stato un sovrano Uhmar, re di Trinien nel periodo successivo alla prima grande invasione dei Mhalakyte. È passato alla storia per avere stretto la tregua di Aredhil che ha posto fine a decenni di conflitti, e per avere dato il via alla purificazione degli Uhmar, che ha generato i Gavriel.


Dalla nascita all'elezione


Hen Tarn nasce a Trinien dalla dinastia nobile dei Gamoth, che con le altre famiglie aristocratiche si contendono il governo di Trinien nel periodo successivo alla prima invasione. Da quando Trinien era diventata capitale del Samarin, nell'anno 98, al suo governo si erano avvicendati sovrani eletti dal popolo impegnati nella gestione della delicata situazione bellica contro gli Uinir di Aredhil. Questi ultimi avevano infatti dichiarato lo stato di guerra agli Uhmar, che dopo l'invasione del sottosuolo erano visti come potenziali traditori della Luce. Inoltre, i fumi del Gotrir fuoriuscenti dai cunicoli sembravano attecchire sugli Uhmar e sui Turgot molto più che sugli Uinir, e ciò confermava al popolo di Aredhil l'idea di una gerarchia tra le creazioni di Gladiel, i figli puri e gli imperfetti.
Hen Gamoth cresce durante l'instabile governo di Austel Berenicius, il quale assume un atteggiamento aggressivo verso Aredhil che rischia di inasprire ulteriormente i rapporti. Berenicius, inoltre, basa la sua politica sull'accrescimento delle risorse di Trinien a scapito di Ferenor, che considera strumentale per la produzione di risorse da depredare. Il malcontento di Ferenor porta a numerosi conflitti tra le due città, che minacciano la costituzione di un potere saldo e di una desiderata prosperità economica.
Nell'anno 175, Berenicius viene assassinato da uno dei guardiani del palazzo e il potere torna conteso tra le famiglie più importanti della città. I Gamoth fanno un primo tentativo, ma all'elezione del nuovo sovrano, l'aristocrazia si esprime in favore di Altur Nozored. Il regno di Nozored, ricordato come “regime dell'ignavia”, è caratterizzato da una mancanza di interventi significativi, se non di raffreddamento dell'astio verso Aredhil, che porta però Trinien a subire inerme l'ingerenza del Reame degli Uinir.
Il regime dell'ignavia dura fino alla morte di Nozored, nell'anno 202. Nel frattempo Jular, il padre di Hen, è morto, e il trentacinquenne Hen è il capofamiglia dei Gamoth. Si propone alle nuove elezioni, e le famiglie aristocratiche di Trinien lo scelgono come nuovo re.


Politica


Da subito, Hen Gamoth si distingue per piglio e spirito di iniziativa, in netta contrapposizione con il suo predecessore. Riequilibra i rapporti con Ferenor in un bilanciato sistema di dare e avere, che permette alle due città di prosperare e, soprattutto, di cooperare come un'unica entità. Hen Gamoth è il primo re ad essere definito “imperatore”, per via della sua abilità nel trovare un punto di equilibrio tra le città dell'impero che, pur rispondendo al potere centrale di Trinien, non svolgano solo una funzione strumentale.
I primi dieci anni del regno di Gamoth servono a stemperare i rapporti con Aredhil, con cui il sovrano stringe temporanei patti di non belligeranza. Il suo tentativo è di lavare l'onta dell'Ombra dal popolo uhmar e riconquistare la fiducia degli Uinir. Riallaccia i rapporti con Gagnar e Thoro, “perdonando”, a suo dire, i Turgot, vittime della corruzione ma, di natura, servitori della Luce.
Quello di Hen Gamoth è considerato un regno illuminato. Il sovrano è visto come un intellettuale di valore, investe sulla conoscenza e sceglie con cura i rappresentanti delle varie istanze, selezionandoli per portamento, spessore morale e culturale. Secondo molti, questo approccio gli permette di proporre, nel 212, l'accordo con cui Trinien e Aredhil si prefissano di unire tutta Damas contro i nemici del sottosuolo.


Patto della Luce


L'accordo che pone fine alle ostilità tra Trinien e il Reame di Aredhil viene proposto da Hen Gamoth nell'anno 212, e accettato dal re di Aredhil Galendor Maheyllis. Si tratta del Patto della Luce, una tregua secondo cui Gamoth si impegna a combattere la corruzione negli Uhmar e perseguire la Luce di Elatòmshim. Secondo Gamoth, infatti, le guerre e i conflitti producono energia d'Ombra, la quale agisce da forza avversa contro l'intera Damas di superficie, a vantaggio del sottosuolo. La cooperazione tra i popoli della superficie è quindi fondamentale per prosperare come unità, la guerra è da rifuggire, i contrasti da evitare a tutti i costi.
Il Patto della Luce prevede inoltre un esperimento: poiché l'energia d'Ombra contagia e infetta gli individui, esporre un certo numero di Uhmar molto giovani alla Luce, protetti all'interno del Reame di Aredhil, doveva dar vita a individui puri, che fossero da guida e da nuovo inizio per la stirpe uhmar. Il gesto rappresenta anche un atto di fratellanza e fiducia negli Uinir che Maheyllis apprezza e condivide. Mille neonati Uhmar vengono quindi condotti ad Aredhil e sottoposti agli infusi di Luce. Dall'esperimento nasce una nuova specie, Uhmar intrisi di Luce e dal potenziale magico straripante: i Gavriel (dall'antica lingua uinir, “conduttore di Luce”).


Grandi Templi


Nel Patto della Luce si trovavano le basi per l'istituzione di una società universale sotto il vessillo di Elatòmshim. Ciò attecchisce quasi ovunque, con l'eccezione di Illywhaylin, dove le famiglie non accettano di includere gli Uhmar e di generare Gavriel. Successivi accordi tra Trinien e Aredhil portano alla costruzione dei Grandi Templi, dedicati ai Quattro e ad Avelin, e a questa iniziativa Illywhaylin aderisce di buon grado. L'unica limitazione è la rappresentanza: se a Horgos e nel Samarin i Templi sono gestiti da un Gavriel, nel Learon deve necessariamente occuparsene un Uinir. Ancora oggi è così, e il Grande Tempio di Teberas è presieduto dal Vanyr, il grande sacerdote Uinir.


Morte


Hen Gamoth regna con successo fino al termine naturale dei suoi giorni. Viene oggi ricordato come colui che ha condotto il mondo nella nuova era, la più splendente e prospera della storia di Damas: l'Era Gavriellum. La figura di Gamoth è celebrata non solo a Trinien, dove numerose statue a sua immagine ricordano uno dei più saggi e illuminati sovrani della storia, ma persino ad Aredhil, in cui gli Uinir lo ricordano e ringraziano in alcuni canti tradizionali. Nel sesto anno dell'Era che lui stesso ha principiato, Hen Gamoth muore e al suo posto sale al trono Horash Calbar, con il compito di rafforzare l'alleanza ed estenderla ai popoli delle altre regioni.
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