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Thoro



“Nella Grande Forgia arde l'animo inquieto del nostro popolo. Protetta nella pietra più dura, urla d'orgoglio la bestia invisa, e nel ferro ripone l'agire della sua natura.” [Manno Braccioforte, Il popolo di roccia]



Thoro è una città situata sui monti di Goromund, nel Samarin, sede del Re dei Turgot. Nata come roccaforte di difesa dai clan nordici della zona sud-occidentale di Horgos, è divenuta nel tempo un vivace centro culturale e capitale morale del popolo turgot. È ricordata per essere stata il punto di passaggio dal sottosuolo alla superficie durante la prima invasione del popolo oscuro, nonché primo canale di diffusione della corruzione dal Gotrir.


Origine


Intorno al terzo secolo dell'Era Comorum, popolazioni di Turgot, che fino a quel momento avevano vissuto in ambienti sotterranei dello Horgos centro-occidentale, escono all'aria aperta, e scoprono un mondo di risorse, pur in un territorio freddo e arido. Nel tentativo di esplorare la zona, si imbattono nelle tribù nordiche di Uhmar che, dopo un periodo iniziale di tolleranza e studio, li vedono come una minaccia e li respingono dai loro territori.
Le guerre dei monti di Behrrandjr schiacciano i Turgot sempre più verso il confine con il Samarin, oltre i monti del nord, fino all'oltrepassaggio della catena. Subito oltre il valico di Behrrandjr, i Turgot trovano un ambiente meno ostile, ma anche qui devono sopravvivere alla pericolosa fauna locale, cosicché decidono di risalire i monti di Goromund a sud e lì si stabiliscono, costruendo, nell'anno 62 dell'Era Vanseet, le due roccaforti di Thoro e Gagnar. Entrambe le città sono scavate nella montagna, con una parte sotterranea e una esterna.


Dualismo


Thoro e Gagnar rappresentano l'inizio del tentativo di espansione del popolo turgot, ma allo stesso tempo sono espressione di un doppio potere che rischia di risultare instabile. I capiclan eletti a capo delle due città si scontrano, nei primi anni, per motivi ideologici: Thoro vorrebbe una società di soli Turgot, mentre Gagnar ritiene che accettare membri di altre specie possa garantire una crescita della società e, soprattutto, un miglioramento dei rapporti con Uhmar e Uinir che, da invasori, potrebbero iniziare a vedere nei Turgot un popolo mite e amichevole, disposto alla convivenza.
Le famiglie di Thoro, che non accettano la presenza di altre specie né all'interno delle proprie mura, né nelle dirette vicinanze, impongono la propria volontà a Gagnar con l'uso della forza. Tra gli anni 70 e 94 dell'era Vanseet, i Turgot di Goromund sono in aperto conflitto, e gruppi sporadici di Uhmar vaganti per la zona vengono respinti con violenza.
Thoro si specializza nella produzione di armi. Dalle sue miniere, i Turgot estraggono materie prima di alta qualità, che apprendono come lavorare con maestria, e in breve la città diventa un'eccellenza militare. Nell'anno 78, nella zona sotterranea di Thoro viene costruita la Grande Forgia, la più straordinaria fucina di tutta Damas. Gagnar, di contro, tenta di svilupparsi maggiormente in superficie, allo scopo di attrarre cittadini e combattenti di altre specie, e contrastare l'egemonia di Thoro.
Dopo ventiquattro anni di guerre, Thoro sferra l'offensiva definitiva: le sue truppe invadono Gagnar, la occupano e uccidono il capoclan Carbago Del Fati, sostituendolo con un reggente di Thoro, Morsio l'Alto. Tre anni dopo la conquista di Gagnar, a Thoro viene nominato il primo re dei Turgot, Asubar l'Eletto.


Ruolo


I Turgot di Gagnar che non accettano l'autorità di Thoro fuggono e si uniscono alle comunità selvagge di Turgot girovaghi, i quali si spingono nei territori centrali per trovare una fissa dimora. Abbandonati i monti di Goromund, tuttavia, i gruppi nomadi si ritrovano schiacciati tra Aredhil e i possedimenti di Ferenor, con cui si troveranno in costante conflitto. Da questi conflitti, nascerà la città di Brida, che poi diverrà Trinien.
Il ruolo di Thoro nelle migrazioni dei Turgot dissidenti è quello di una madre che attende il ritorno del figlio. La capitale turgot non ammette le comunità selvagge come parte del proprio dominio, e invita i Turgot girovaghi a tornare all'ovile, da dove fondare una società più numerosa e forte. Il sovrano di Thoro ambisce all'istituzione di un impero a immagine di quello ferenoico, ma a patto che tutti i Turgot accettino di sottostare alle leggi della capitale.
Nella seconda metà dell'Era Vanseet, re Marudar organizza spedizioni militari di impronta proselitistica, al fine di intercettare le comunità turgot nel Samarin e convincerle a raggiungere Thoro e Gagnar. L'approccio militare è solo apparenza, poiché le sue intenzioni non sono bellicose; la sua idea è bensì mostrare i meravigliosi prodotti di Thoro, opera della Grande Forgia, come arma di seduzione per le comunità. Alcune di queste si uniscono a Thoro, altre decidono di continuare a vagare in cerca di altri territori dove fondare una nuova società. Spinti sempre più a sud dai popoli uhmar, si ritroveranno esiliati al delimitare del deserto di Har-Hatar, dove fonderanno la città di Runa.


Incontro con i Mhalakyte


Thoro è tristemente nota per essere stata il primo punto di incontro tra la superficie e il popolo oscuro, alla fine dell'Era Vanseet. Nell'anno 552, i Mhalakyte, che scavano verso l'alto per raggiungere la superficie, aprono un varco che li conduce in una grotta di Thoro, dove i Turgot estraevano materie prime per la Grande Forgia. Il passaggio tra i cunicoli non solo mette in contatto i due popoli, ma permette anche agli effluvi d'Ombra provenienti dal Gotrir di diffondersi prima nella grotta di Thoro, e poi nel resto della città, fino a portare la corruzione ovunque, su Damas.
Corrotti dall'Ombra, quando non convinti dagli argomenti del popolo oscuro, i Turgot di Thoro decidono di combattere al fianco dei Mhalakyte. Parte della popolazione si trasferisce nel Gotrir e gli scambi tra i due popoli diventano sempre più frequenti: i Turgot portano la loro conoscenza in campo di manifattura di armi e armature, mentre i Mhalakyte offrono loro materie prime di pregio dal Gotrir, e si occupano della componente strategica e gestionale. Nel frattempo, i due popoli scavano altri cunicoli di comunicazione, uno di questi dalla città di Gagnar, per creare nuovi sbocchi in previsione dell'invasione, che avverrà nell'anno 574 e darà inizio all'Era Onushrit.


Dopo l'invasione


Dopo aver propiziato l'invasione oscura, i popoli Turgot al di fuori di Thoro e Gagnar collaborano con la superficie per la ricacciata dei Mhalakyte nel Gotrir. Finita la prima grande guerra, il popolo Turgot è incolpato di alleanza con l'Ombra e non è visto di buon occhio. Thoro torna in controllo del re dei Turgot Balasso l'Affidabile, che deve ricostruire la reputazione dei Turgot agli occhi degli altri popoli, che li ritengono un popolo corrotto e pericoloso.
Tra la fine dell'Era Onushrit e l'inizio dell'Era Gavriellum, i Turgot vengono discriminati, quando non attaccati, e devono difendersi dal tentativo di Trinien e di Aredhil di sterminarli. La difesa diplomatica del re di Thoro è legata alla corruzione dell'Ombra che, malgrado l'indole pacifica dei Turgot, può trasformare gli animi attraverso il soffocamento della Luce. A venire incontro a Thoro è il sovrano di Trinien Hen Gamoth, che sigla con il re di Aredhil Galendor Maheyllis il Patto della Luce, nel tentativo di alleare tutti i popoli di superficie contro l'Ombra. Thoro si dichiara favorevole al Nuovo Sacro Ordine, che pone fine alla persecuzione dei Turgot ma non a occasionali contrasti e guerre con Aredhil.
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