La Grande Forgia di Thoro (Eshte-moruc, in lingua turgot) è la più grande fucina per la creazione di equipaggiamento bellico di tutta Damas. È un vasto luogo sotterraneo, scavato nella roccia e raggiungibile attraverso stretti cunicoli, in un reticolo labirintico dotato, in alcuni punti, di speciali percorsi per carrelli, che i Turgot usano per muoversi più velocemente.
Si tratta del più grande vanto del popolo turgot, specialmente degli abitanti di Thoro, nonché del luogo in cui si forgiano tra le migliori armi del mondo per robustezza, qualità dei materiali e finezza della manifattura.
La storia della Grande Forgia affonda le sue radici nella più antica cultura turgot della regione di Horgos, sui monti di Behrrandjr, quando il popolo minatore viveva sottoterra, all'interno delle montagne, in grandi caverne scavate nella roccia collegate da cunicoli.
La principale attività dei Turgot era la ricerca di risorse animali, quali insetti delle grotte, per cibarsi, e secondariamente la raccolta di minerali e pietre varie, che utilizzavano come ornamenti per rappresentare la propria forza fisica. I muscoli erano segno di potere e dominanza, in un ambiente duro come quello delle caverne, nonché tratto desiderabile per le femmine turgot, che vedevano nei maschi imponenti dei compagni affidabili e rassicuranti.
I Turgot erano perlopiù in guerra contro lo stesso ambiente in cui abitavano, e talvolta tra loro, quando una comunità oltrepassava i confini dell'altra alla disperata ricerca di risorse. Tuttavia, si trattava di un popolo mite, non incline al conflitto.
Quando, nel terzo secolo dell'Era Comorum, scoprono il mondo esterno, i Turgot si ritrovano nella realtà fredda dei monti di Behrrandjr, in Horgos, ma anche in un territorio generoso di risorse rispetto alle fredde rocce delle caverne. Decidono quindi di spingersi sulle montagne, dove incontrano l'opposizione di tribù di Uhmar nordici, contro le quali nascono conflitti sanguinolenti. In questo periodo, i Turgot iniziano a utilizzare le pietre e i metalli raccolti nelle miniere per fabbricare armi rudimentali, quali martelli, bastoni con denti acuminati e fionde. Nascono in questo periodo le prime forge, luoghi appositi in cui creare e affilare le armi, che saranno da ispirazione per la Grande Forgia.
Nel tempo, combattendo contro i nordici, essi perfezionano le loro armi, che diventano sempre più potenti e raffinate. Il numero esiguo dei guerrieri turgot, tuttavia, non permette loro di prevalere sui numerosi Uhmar della zona, che li cacciano oltre il confine di Behrrandjr, sui monti di Goromund del Samarin settentrionale. Nel nuovo ambiente, i Turgot trovano una nicchia in cui strutturare la loro comunità, basata sulla costruzione di strumenti di difesa per affrontare i pericoli dell'area, soprattutto le bestie feroci, e nell'anno 62 dell'Era Vanseet fondano le due roccaforti di Thoro e Gagnar, entrambe città parzialmente sotterranee.
Le due città turgot si rivelano presto in disaccordo sulla direzione da intraprendere in merito all'integrazione di Uhmar vaganti del luoro, con Thoro che rifiuta categoricamente l'idea e Gagnar che vorrebbe istituire una società mista per mostrarsi alle tribù selvagge come popolo mite e disposto alla convivenza. Entrambe le città si specializzano nella produzione di equipaggiamento da guerra, in particolare Thoro, che intende fondare la sua solidità sullo scontro, anche con Gagnar, se necessario.
Nell'anno 78, dopo più di un decennio di lavoro, viene completata a Thoro la Grande Forgia, una imponente fucina sotterranea raggiungibile da stretti cunicoli che si diramano verso la zona più profonda della città. La Grande Forgia, costruita per ordine del capo della città Brund il Duro, diventa presto un simbolo della potenza militare di Thoro, il luogo in cui i più grandi maestri forgiatori creano armi di qualità superiore. La forgia è l'opera che riassume tutte le conoscenze acquisite dai Turgot nel corso dei secoli, concentrate in un capolavoro architettonico, tecnico e di funzionalità. Il primo fabbro a lavorarci, considerato il più degno, è Aldebran il Rosso, figura leggendaria che sarà ricordata come uno dei più grandi forgiatori di tutti i tempi.
Nell'anno 212, la Grande Forgia viene impreziosita da statue raffiguranti i Maestri, ovvero forgiatori che, nel tempo si sono distinti, tramandandosi la conoscenza della fucina e il titolo per lavorare con diritto nella Grande Forgia. Dallo stesso anno, la Grande Forgia diventa anche un luogo di culto per i riti dell'Apapo-guryn, in cui i Turgot invocano questi celebri fabbri, si prostrano e offrono loro metalli e pietre preziose per ringraziarli di aver dato a Thoro le armi e le corazze più magnificenti della storia.
Il culto dell'Apapo-guryn, uno dei tre principali credi della società turgot di Thoro e Gagnar, si svolge in gran parte nella Grande Forgia, dove i Maestri Forgiatori, rappresentati da imponenti statue disposte ai lati del corridoio centrale, vengono omaggiati con risorse utili alla forgiatura di nuove armi. Di tali risorse si occupa il Forgiatore Primo, colui che è deputato alla gestione della forgia, che dispone a sua volta di decine di collaboratori e sottoposti. Le statue dei Maestri Forgiatori sono in tutto dodici, e rappresentano coloro che, nella storia della civiltà turgot si sono distinti per eccezionale bravura o per l'importanza delle armi da loro forgiate nella conquista di territori o altri obiettivi.
Le prime sei statue, quelle più vicine al calderone principale, raffigurano i forgiatori antichi. Essi non hanno un nome, né un'identità specifica; sono simulacro di fondamentali figure dimenticate dalla storia scritta, a cui si attribuisce il merito di aver forgiato le prime armi che hanno permesso al popolo turgot di sopravvivere agli scontri con i nordici, in Horgos. Sono considerati i padri del sacro sapere della forgia, che ha caratterizzato la civiltà turgot negli secoli successivi.
Gli altri sei Maestri Forgiatori rappresentati dalle statue sono figure riconoscibili e specifiche:
Aldebran il Rosso: il primo Forgiatore Primo della storia, colui che gettò le basi per il funzionamento della Grande Forgia e che scrisse i fondamentali della disciplina. Forgiò le armi con cui Thoro uccise Carbago del Fati e conquistò Gagnar;
Grumino Barbascura: Forgiatore Primo durante il dominio di Thoro sui monti di Goromund del secondo secolo dell'Era Vanseet. Fu il punto di riferimento di Asubar l'Eletto, che di lui disse: “È composto di metallo fuso. Non si comprende dove finisca il suo corpo e dove inizi l'arma che sta forgiando”.
Pancar il Nudo: visse nel quarto secolo dell'Era Vanseet, sotto Re Marudar, e fu suo consigliere, oltre che Forgiatore Primo. A lui si deve la forgiatura di armi di straordinaria fattura che venivano usate per persuadere i popoli turgot migranti del Samarin a unirsi a Thoro.
Manno Braccioforte: nel quinto secolo dell'Era Vanseet, creò l'Ascia Suprema, considerata dal popolo turgot l'arma perfetta. Fu anche scrittore, autore di trattati sulla forgiatura e saggi storici sulla civiltà di Thoro e Gagnar.
Aspera la Forte: unica Forgiatrice Prima di sesso femminile, è considerata la forgiatrice della ricostruzione. Dopo l'Era Onushrit, con l'istituzione del Nuovo Sacro Ordine, Thoro si riappacifica con Trinien, con la quale instaura un rapporto commerciale proficuo, soprattutto basato sulla vendita di equipaggiamento da guerra.
Thorn il Tuonante: il più recente dei Maestri Forgiatori, è stato Primo Forgiatore durante l'Era Mahamarum. Con le sue armi, contribuì alla riconquista del Grande Tempio di Avelin, decisivo per l'evocazione dei draghi ancestrali e la riconquista di Damas da parte della superficie.
Scolpiti in bassorilievo sulla superficie del calderone principale, si trovano invece i Forgiatori Maledetti, ovvero coloro che misero la loro arte al servizio dei Mhalakyte sul finire dell'Era Vanseet e durante l'Era Onushrit, periodo ricordato come oscuro da Thoro, specialmente per il ruolo collaborativo ricoperto nell'evento.
I Forgiatori Maledetti sono rappresentati così vicini al fuoco in un simbolico rogo delle loro figure meschine. Tra loro, si ricordano Tedorano il Buio, Munilda della Forgia, Carebano l'Artista e Metardo il Robusto.