I Turgot sono un popolo di lavoratori delle miniere, forti e determinati guerrieri amanti delle armi, della birra e del gioco d'azzardo. I maschi Turgot sono generalmente nerboruti e dal carattere chiuso e scontroso, le femmine non sono molto diverse. A distinguere i due sessi sono i tratti somatici, leggermente più gentili nelle femmine, il fisico maschile più imponente e la barba, non presente nelle femmine ma vanto di ogni maschio che si rispetti.
La storia antica dei Turgot è narrata su pietre levigate rinvenute sui monti Behrrandjr, in Horgos, al confine con il Samarin. Ancora prima dell'invenzione della scrittura, i Turgot narravano le loro gesta attraverso incisioni raffiguranti scene di guerra o di caccia. La guerra era perlopiù tra simili, ma è possibile apprendere anche di scontri con popolazioni Uhmar, che i Turgot rappresentavano con corpi estremamente esili e lunghissimi colli.
A causa della minacciosa avanzata degli Uhmar, sempre più tendenti allo stanziamento e quindi alla conquista di territori, i Turgot costruirono roccaforti di difesa ma furono costretti a spingersi sempre più a sud, oltrepassando i confini di Horgos e stanziandosi in un'area più tranquilla, sui monti di Goromund, dove due roccaforti difensive divennero dimora fissa e, nel tempo, si svilupparono in vere e proprie città: Thoro e Gagnar.
L'esplorazione verso sud condusse i Turgot nuovamente a scontrarsi con gli Uhmar, questa volta ancora più temibilmente organizzati in eserciti rigidi e disciplinati. Il primo villaggio della storia, Gorth, si era già evoluto nella grande città di Ferenor, un nemico troppo grande per le speranze di invasori disordinati.
I Turgot che seppero vivere ai margini delle città del Samarin si stabilirono in piccoli, sporadici villaggi nell'area di Mithridal, tra Ferenor e il Reame Uinir, mentre i più combattivi sfidarono, di tanto in tanto, gli agglomerati uhmar che facevano capo a Ferenor, uscendone quasi sempre sconfitti. Altri, invece, si fecero accogliere nelle città Uhmar, e vissero in sintonia con questi ultimi, ricoprendo ruoli sociali anche prestigiosi, specialmente nel campo della produzione di armi e tra le fila dell'esercito d'assalto.
Tribù di Turgot più battagliere attaccarono Ferenor, al fine di conquistare i suoi territori ricchi di materie prime preziose, ma vennero respinti e, da un certo momento in poi, attaccati. Gli Uhmar tentarono infatti di spingerli a sud, al fine di allontanarli. I Turgot raggiunsero un'area popolata dalla tribù uhmar dei Trini e si aggregarono a loro, non senza prima lottare. Da una prima convivenza travagliata, nacque la città di Trinien, che grazie alla cooperazione di Turgot e Trini prosperò. Quando Ferenor si accorse della costante crescita di Trinien, la vide come una minaccia e tentò di raderla al suolo. Trini e Turgot resistettero e assestarono duri colpi alla principale città uhmar, tanto da farla a più riprese desistere dal suo intento.
I Turgot si rivelarono grandi scavatori ed esploratori delle miniere, capaci di estrarre materie prime utili alla creazione di armi o pietre preziose. Questo, unito a una grande capacità alla forgia, ritagliò sempre più nitidamente lo spazio e il ruolo riservato ai Turgot nella cooperazione con gli Uhmar. Trinien divenne una città militare talmente dipendente dal lavoro dei Turgot, da risvegliare in loro l'idea di essere sfruttati. Presa coscienza della loro condizione subalterna pur ricoprendo un ruolo tanto importante, i Turgot si ribellarono e ci fu un lungo periodo di lotte interne. Gli Uhmar erano in superiorità numerica e più organizzati strategicamente, mentre i Turgot vantavano maggiore forza fisica ma un affiatamento debole.
Le guerre videro il progressivo allontanamento dei Turgot ribelli da Trinien, che si diede un nuovo ordine e resistette alla furia delle lotte intestine. I Turgot dissidenti emigrarono sempre più a sud, dove incontrarono altri insediamenti uhmar e girarono loro al largo. L'esperienza di convivenza aveva inasprito una buona parte del popolo Turgot, il quale era deciso a riorganizzare una vita in solitaria. Procedendo nel sud del Samarin, si ritrovò però chiuso tra gli Uhmar della costa occidentale e gli Uinir dei confini del Reame. Proseguì quindi sempre più a sud, dove trovò un luogo accogliente al limitare del deserto di Har-Hatar, una distesa di sabbia rovente, inospitale nel suo cuore più arido. Qui, i Turgot fondarono Runa, la città del deserto.
Parallelamente ai Turgot che da Behrrandjr scesero nel Samarin, esistevano altre popolazioni di Turgot che occupavano il versante orientale di Horgos, nei pressi delle foreste di Elathundir. Questi erano disprezzati dagli Uinir del luogo, e vissero per centinaia di anni nella vessazione e nella discriminazione. Lentamente, furono anche loro spinti a lasciare le terre del Nord per ridiscendere i monti fino alle paludi nebbiose del Govran, nel Learon, e da lì, attraverso il Sindur, raggiunsero le steppe del Learon meridionale, a sud del Reame Uinir. Qui si divisero in popolazioni nomadi organizzate in piccoli villaggi, si specializzarono nella caccia e nella pesca, divennero esperti arcieri ed entrarono in contatto con la magia, praticata dagli Illywhaylin e da sporadiche popolazioni di Uhmar non ostili, con i quali convissero in discreta armonia.
A differenza dei Turgot del Samarin, che inseguivano un'idea di fratellanza generale, pur confinati in luoghi diversi, quelli del Learon non furono sottoposti a conflitti sanguinosi, se non con le bestie del luogo, ma allo stesso tempo non furono mai davvero un popolo unito, poiché diviso in tribù non comunicanti tra loro. Allo stesso tempo, la vita rigida in costante contatto con la natura e le sue forze avverse, rese i Turgot del Learon agili e scaltri guerrieri da gioco di squadra, meno incentrati sulla forza bruta e maggiormente su strategia e sopravvivenza in condizioni ambientali difficili, nonché nella costante urgenza di guadagnarsi di che vivere attraverso un'economia di sussistenza.
Uno snodo fondamentale nella storia dei Turgot è l'incontro con gli abitanti del Sottosuolo. Questo avvenne nella Valle Depressa dei monti di Goromund, dove il popolo Turgot era solito scavare profonde cave in cerca di ricchezze. Allo stesso tempo, i Mhalakyte del Sottosuolo procedevano verso l'alto, e i due popoli si incontrarono in una caverna prossima alla superficie. Il lungo cunicolo dal Gotrir alla superficie aveva liberato l'influsso d'Ombra che corruppe i Turgot della zona, i quali decisero di collaborare con le forze di Mahamar per la conquista della superficie. I Turgot furono i primi alleati dei Mhalakyte, e una parte di loro si trasferì nel Gotrir, dove ancora oggi vive in condizioni di pacifica convivenza, pur non godendo dello status completo di cittadino di Renor Val Byùl, riservato ai soli Mhalakyte.
I Turgot traviati dall'Ombra collaborarono con i Mhalakyte anche nel corso della seconda invasione, in cui ebbero un ruolo ausiliario nel rapimento di Uhmar che vennero poi intrisi d'Ombra al fine di trasformarli in Gavramor. Si trattò tuttavia di Turgot già trasferiti nel Gotrir, mentre quelli rimasti in superficie si ribellarono all'invasione dei Mhalakyte e li combatterono al fianco di Uhmar e Uinir contribuendo alla riconquista di Ferenor.
Con il riconoscimento del ruolo che l'Ombra generò nei Turgot, traviandoli oltre la loro possibilità di intendere e di volere, i Turgot di superficie non subirono ripercussioni reputazionali, né i rapporti con Uhmar e Uinir migliorarono nel tempo. Quanto di più vicino a una società di Turgot rimane oggi negli esempi di Gagnar e Thoro, in parziale convivenza con gli Uhmar, mentre a Runa regge l'unica roccaforte del sud, dove l'isolata popolazione Turgot è organizzata per sbarrare il cammino a eventuali invasori. Nel Learon, invece, persiste una presenza sparuta di Turgot allo stato di tribù, in una costante alternanza tra pacificazione e battaglie per il territorio più fertile in cui sopravvivere.