Nadius Belenger (Trinien, Era Mahamarum, anno 168) è uno storico, religioso e scrittore di specie uhmar, principalmente noto per l'opera “Cronache dei Secoli”, in cui narra la storia di Damas dagli albori della civiltà gortica al periodo attuale. Nasce e vive la sua giovinezza nel periodo oscuro di Damas, durante il dominio di Mhalakart, che racconta da testimone diretto in altre opere dedicate come “La notte eterna” e “Tirannia dell'Ombra”.
Nadius Belenger nasce a Trinien durante il dominio oscuro, sotto il comando di Yiss'Marìd, in una famiglia di artigiani. I prodotti di casa Belenger, commissionati dal governo, vengono quasi sempre esportati a Mhalakart, meccanismo che incuriosisce il giovane Nadius e lo spinge a chiederne ai nonni la causa. Da loro, apprende dei rapporti di subordinazione tra Trinien e Mhalakart, e gli viene raccontato un passato felice, in cui gli Uhmar erano liberi dal giogo di Kreamos, che nel 172 aveva preso il comando della città.
Nadius si forma come falegname, e allo stesso tempo si occupa della gestione di un maneggio che fornisce destrieri all'esercito di Trinien. Nei momenti liberi, impara a cavalcare e a tirare di spada contro le regole del maneggio e, nel 185, viene scoperto da un sorvegliante mhalakyte, punito con frustate e condotto da Yiss'Marìd. Quest'ultimo non lo punisce ulteriormente, al contrario, apprezza la sua buona volontà e gli propone di entrare nell'esercito. Nadius accetta e per tre anni si addestra all'uso delle armi da taglio, in particolare spada e stiletto.
Nel 188, un evento sconvolge l'intera Damas, e lui ne rimane folgorato: i draghi ancestrali, evocati dai Grandi Templi, si liberano nell'aria e affrontano il Grahmer, che per lui era sempre stato il simbolo del potere della società. La battaglia tra le fiere termina con la disfatta di Kreamos e la ricacciata dei mhalakyte nel Gotrir, evento raccontato da Nadius come “il giorno in cui la nostra identità andò in pezzi”.
Lo sconvolgimento della cacciata dell'Ombra e il nuovo governo instaurato all'alba dell'Era Fenegardum spingono Nadius Belenger ad appassionarsi alla narrazione storica. La presenza di un nuovo potere, e soprattutto di una propaganda innovativa, in netto contrasto con quella di Kreamos, lo convincono del fatto che la verità passi dai racconti.
Nell'anno 4, decide di abbandonare l'esercito e dedicarsi alla ricerca storica. Contribuisce alla ricostruzione della biblioteca di Trinien, che finanzia e frequenta, e in cui si erudisce attraverso la lettura dei tomi fino a poco prima proibiti, ovvero gli scritti riguardanti le ere passate, in particolar modo l'Era Gavriellum.
Nel 7, visita il Tempio di Gladiel e per lui si apre la possibilità della vita religiosa. Chiede di essere ammesso come funzionario del tempio, e per questo deve studiare i fondamenti della magia, compito che gli richiede quattro anni di lavoro. Al Tempio di Gladiel, studia le scritture storico-religiose, che diventano la base della sua formazione, nonché lo stimolo per passare dalla lettura alla scrittura. In questo periodo, scrive dieci saggi avelinisti e getta le basi per la sua prima opera storica dal titolo “La notte eterna”, che termina nellanno 11.
Nel 15, dopo anni di studio, chiede di passare al ruolo di Sacerdote, e viene sottoposto a un esame di misticismo. Dimostra grandi conoscenze teoretiche ma scarso talento pratico, e non viene ammesso. Il fallimento gli causa una grande frustrazione che lo porta ad abbandonare la vita del Tempio e a tornare a Trinien. Nella sua città di nascita, trova un impiego come guaritore mistico, si sposa e si dedica alla scrittura. Inizia a scrivere la sua grande opera, dal titolo “Cronache dei Secoli”, che pubblicherà nell'anno 24. Si tratta di un viaggio nel tempo dagli albori della società uhmar del Samarin all'attualità, condita da considerazioni personali che verranno aspramente criticate, soprattutto da Cibryl Anatrea, autore di “Storia della civiltà gortica”. Quest'ultimo lo accusa di essere troppo giustificativo circa Ramaragh, Kreamos e il dominio dell'Ombra dell'Era Mahamarum. In tutta risposta, Belenger pubblica una seconda opera dedicata al periodo oscuro, dal titolo inequivocabile: “Tirannia dell'Ombra”, nell'anno 28.
Nel 29, chiede di entrare nell'ordine degli Avelinisti di Trinien, che lo accolgono offrendogli il ruolo di archivista, ruolo che svolge tutt'oggi parallelamente alla scrittura di saggi storici e religiosi.
La produzione letteraria di Nadius Belenger si compone soprattutto di saggi religiosi, durante il periodo di studio trascorso nel Tempio di Avelin, tra gli anni 7 e 15 dell'Era Fenegardum. I saggi non hanno titoli specifici, ma si distinguono dalla numerazione (dal primo al trentottesimo), e trattano il rapporto tra gli Uhmar e le divinità dei Quattro, originarie del popolo uinir, dall'inizio della contaminazione religiosa dell'Era Comorum a oggi.
Le opere “La notte eterna” e “Tirannia dell'Ombra” si servono della testimonianza diretta dell'autore, il quale racconta la vita a Trinien sotto il dominio di Mhalakart, che Belenger ha vissuto fino ai vent'anni. La prima analizza le ragioni dell'obbedienza da parte del popol uhmar e sembra adottare una posizione neutrale e relativista circa la realtà e la propaganda, approccio che gli è costato numerose critiche da altri studiosi. Il secondo è un trattato storico più cupo ed emotivo, in cui Belenger condanna in tutto e per tutto l'Ombra ed esalta Elatòmshim e l'Avelinesimo, con un approccio più emotivo e personale.
L'opera principale di Nadius Belenger è “Cronache dei Secoli”, in cui l'autore ripercorre la storia della civiltà gortica dalla fondazione di Gorth, passando per la società di Ferenor, la conquista e istituzione di Mhalakart, fino alla liberazione e la nascita di Fenegard. L'opera è lunga è divisa in ere e comprende tutte le ricerche svolte da Belenger in campo storico e religioso, con tanto di fonti dirette come diari, lettere e documenti della gente comune dei vari periodi.