Storia di Damas
La storia di Damas inizia dove inizia la sua narrazione, grazie all'invenzione della scrittura. In un periodo imprecisato, in seguito riconosciuto come anno 1 dell'Epoca Comorum (dall'antica lingua uinir, “della scrittura”), gli Uinir di Aredhil iniziarono ad adottare un metodo per tramandare i racconti della loro cultura di generazione in generazione: fissarli per iscritto grazie a un sistema di simboli.
Si dice che a inventare questo sistema fu un nutrito gruppo di Uinir che frequentava la prima scuola di magia della storia: l'Accademia di Avelin. Le prime scritture narrano infatti uno dei più importanti eventi nella storia di Damas: la scoperta della magia ad opera del più celebre Uinir di sempre: Avelin. Alcuni la definiscono addirittura “invenzione”, come se Avelin avesse trovato dal nulla un prodigio che lui stesso riuscì a generare e tramandare. Altri sostengono che sia una scoperta, in quanto la magia era sempre esistita in natura, e Avelin fu il primo in grado di comprenderne le leggi a suo beneficio.
Oltre alla storia di Avelin, le prime scritture raccontano la religione degli Uinir del tempo, traducibile come “Culto dei Quattro”. Sono infatti quattro gli dèi che, secondo il credo, avrebbero generato il mondo come lo si conosce: Gladiel, Teberas, Mirvas e Valenor.
Gladiel era il creatore di Damas, di Elatòmshim (la Luce che irradia Damas) e degli Uinir, mentre gli altri tre nacquero Uinir e si rivelarono straordinari scopritori e dominatori rispettivamente del fuoco, dell'acqua e del vento. Dopo la morte di Avelin, si diffuse un secondo credo che trovò il favore di circa la metà della popolazione di Aredhil: l'Avelinesimo. Ai tre dèi scopritori, si aggiungeva Avelin, scopritore e dominatore della magia.
La vicenda di Avelin cambiò la concezione della storia di Damas. La magia fu infatti considerata un tale prodigio da contenere in sé il segreto delle leggi del Creato, pertanto la più alta scoperta mai fatta da una creatura mortale, che quasi sfidava la legge di Gladiel. Colui che possiede tutta la sapienza magica di Damas fu chiamato Damas Rei, come una seconda divinità paragonabile a Gladiel, però su Damas, tra i mortali.
Il Damas Rei, tuttavia, essendo una creatura mortale, era destinato a lasciare il mondo dei vivi, e con esso il suo ruolo di divinità mortale. A tal proposito, Avelin parlava, nei suoi scritti, di trasmissione del potere di Damas, quindi dell'elezione di un nuovo Damas Rei dopo la sua dipartita.
Tra tutti i suoi allievi, Avelin aveva quattro discepoli principali: Vinalyn Ihyala, detto Vin'Ihya, il più talentuoso dominatore delle arti di stregoneria di cui la storia abbia ricordo; Tendhal l'arciera, tanto abile come maga quanto con le sue frecce incantate; Hasham l'alchimista, assoluto dominatore degli elementi alchemici e dedito a danze e riti propiziatori; infine, Bartor, unico Uhmar tra i più grandi utilizzatori della magia, talento unico e cristallino, secondo le parole di Avelin.
Nel momento della morte, Avelin chiamò a raccolta i discepoli ai piedi di un grande albero, dove era appoggiato in attesa della fine. Dei discepoli, si presentarono solo in tre. Bartor non c'era. Che cosa si dissero Avelin e i tre discepoli quel giorno, fu destinato a rimanere un mistero.
Secondo la versione di Vin'Ihya, Avelin trasmise il suo potere a uno dei tre discepoli presenti, ma non disse chi, poiché doveva restare un segreto. Da quel momento, il Damas Rei sarebbe rimasto fuori dalla vita associativa, e avrebbe manovrato gli eventi di nascosto. Avelin, quel giorno, mise i tre discepoli in guardia su una minaccia incombente, un grande potere che definì “il potere del diverso”, il quale avrebbe tentato di sopraffare Elatòmshim. Secondo l'opinione di Vin'Ihya, tale minaccia doveva essere Bartor, diverso poiché Uhmar, che presumibilmente aveva tradito la fiducia del Maestro.
Tendhal non fornì una versione precisa di che cosa fosse successo quel giorno, ma nei suoi scritti successivi difese Bartor. Si scoprì, dal suo diario e da quello di Bartor, che i due ebbero una storia segreta e persino un figlio, che chiamarono Tarsio.
Hasham non scrisse mai nulla sull'accaduto e di lui non si ebbero più notizie.
Bartor lasciò un diario in cui raccontava i sospetti di Vin'Ihya su di lui, e in cui raccontava di essere in fuga perché consapevole della caccia che l'Uinir avrebbe indetto. Scrisse di aver bisogno di stare da solo, diede un drammatico addio a Tendhal e Tarsio, e svanì per sempre.
Chi fu il secondo Damas Rei della storia, fu una questione di credenze, ricerche e interpretazioni.
Con il passare del tempo, Aredhil si ritrovò spaccata principalmente tra adoratori dei Quattro e Avelinisti. I primi consideravano Avelin un Uinir eccezionale ma non divino, i secondi lo vedevano come un vero e proprio dio. Tra i secondi, inoltre, era fervente la discussione su chi fosse il successore di Avelin come Damas Rei, e una nutrita schiera che sosteneva Vin'Ihya si separò dal regime di Aredhil e si appropriò del versante orientale della foresta, che prese il nome di Illywhaylin (nella lingua uinir del tempo, “il sommo parlò”). Si diede inoltre un ordinamento proprio basato sull'influenza delle famiglie in base al grado di parentela e discendenza da Vinalyn Ihyala. Questo confine tra Aredhil e Illywhaylin divenne anche il confine tra due vasti territori di Damas: Samarin a occidente e Learon a oriente.
Samarin e Learon erano anche prima divisi geograficamente dal Reame Uinir, ma le differenze di relazioni tra Uinir e Uhmar a Samarin e a Learon divennero più evidenti dopo la divisione interna del Reame.
Ad Aredhil, gli Uhmar erano visti come una razza inferiore per una presunta minore armonia con l'ambiente (erano spesso nomadi che tendevano a vagare dove potevano ottenere risorse, come in perpetua lotta con la natura), ma erano generalmente accolti, fintanto che sottostavano alle leggi Uinir e si adattavano alla vita del Reame.
A Illywhayhil, invece, gli Uhmar erano visti come nemici, creature infide e minacciose, da allontanare, poiché macchiati della colpa di Bartor, che tradì Avelin, secondo la narrazione di Vin'Ihya. Secondo la stessa narrazione, una forza “diversa” avrebbe minacciato gli Uinir ed Elatòmshim, e questa forza era indentificata dagli Uinir di Illywhaylin proprio in Bartor, e quindi negli Uhmar in generale. Per questo motivo, la storia degli Uhmar di Samarin e di Learon fu molto diversa.
Nel Samarin, popolazioni nomadi uhmar trovarono una terra fertile e accogliente sulle rive del fiume Silthor, dove divennero stanziali e fondarono il primo villaggio uhmar della storia: Gorth. Il villaggio iniziò a prosperare ed allargarsi, finché la popolazione, che aveva imparato l'agricoltura, non decise di espandersi e fondare tanti piccoli villaggi verso sud.
Quando i villaggi divennero numerosi, minacciarono di farsi la guerra, e a quel punto si optò per un'organizzazione che prevedesse la collaborazione tra villaggi come parte di un tutto, e che avesse sede a Gorth. Quest'ultimo era ormai una città, e fu rinominato Ferenor, dalla parola feren, che nella lingua del tempo significava “merito”. La società del merito premiava il cittadino che avesse messo le sue capacità al servizio del bene comune in uno scambio equo di servizi affinché, chiunque lavorasse, avesse anche accesso a tutti i beni necessari per la sopravvivenza.
L'espansione di Ferenor proseguì e spinse gli Uhmar verso sud, dove, nella terra dei Trini, una popolazione uhmar che conviveva con i Turgot, e i due popoli entrarono in conflitt. Il periodo della guerra tra Uhmar e Turgot è ricordato come Epoca Vanseet (del grande scontro) e terminò con l'allontanamento dei Turgot verso il deserto di Har-Hatar nel profondo sud del Samarin. Qui i Turgot fondarono Runa, una roccaforte per respingere eventuali successive mire di espansione uhmar. I tentativi uhmar ci furono, ma vennero sempre efficacemente respinti.
Nella terra dei Trini conquistata, il popolo di Ferenor si scontrò con la città di Trinien, che fu annessa all'impero e divenne da subito un nuovo punto di riferimento della civiltà uhmar. Con le ricchezze del territorio, infatti, la città crebbe al punto da entrare in conflitto con Ferenor, e guadagnò l'indipendenza attraverso una lunga serie di lotte interne che terminarono con lo scisma tra Ferenor e Trinien.
I contatti tra le città uhmar e gli Uinir di Aredhil influenzò la società uhmar, che si avvicinò alla magia e la utilizzò, all'occorrenza, per mantenere l'ordine e fornire una ragione divina alla necessità dello stesso. Damas era ordinata, e così dovevano essere le sue creature, e non tornare a una realtà selvatica e caotica. Quindi Ferenor era, per gli Uhmar del Samarin, la massima espressione della volontà di Gladiel, culto che importarono e adottarono assieme all'Avelinesimo.
Nel Learon, gli Uhmar convivevano nel Reame Uinir in una condizione analoga agli Uhmar del Samarin, fino alla vicenda di Avelin. Quando il Reame si divise, gli Uhmar vennero ripudiati e cacciati da Illywhaylin e dovettero migrare verso altri territori del Learon. Un gruppo migrò verso sud, dove fondò una città destinata alla promiscuità con gli Uinir dell'area, che non appartenevano al Reame: Veinul. Altri si stabilirono nelle zone centrali e si divisero in piccole tribù. Altri ancora raggiunsero la costa, dove assieme agli Uhmar dell'area orientale fondarono una città di nome Andazòr, destinata a diventare il punto di riferimento della società gorbola (nome che si diedero gli Uhmar del Learon).
Con lo sviluppo di Andazòr, i gorboli si espansero verso sud e verso nord. A sud venne fondata Deresje, una città portuale che puntò la sua economia sui commerci via mare e il mercato ittico; a nord, sorse la città di Nassar, in un terreno paludoso avvolto dalla nebbia.
I cittadini di Nassar esplorarono i territori ancora più a nord dove, oltrepassato il confine con Horgos, scoprirono l'area di Elathundir popolata da Uinir non ostili, poiché non appartenenti a Illywhaylin. Con loro nacque una convivenza che portò a due diversi risultati: alcuni restarono tra gli Uinir di Elathundir, altri si spinsero oltre la foresta, dove fondarono Hovalor e, con il tempo, divennero a tutti gli effetti gorboli nordici. Si trovavano infatti sul versante orientale, meno popoloso, della regione di Horgos, che a occidente era invece patria di numerose tribù nordiche.
Gli Uhmar di Hovalor, che avevano appreso la magia dagli Elathundir, fondarono la loro società sull'uso delle arti magiche, aspetto che sarà motivo di contrasto all'incontro con le tribù nordiche che invece, non avendo mai avuto contatti con Avelin e i suoi seguaci, non le conoscevano e da subito le rifiutarono.
In Horgos, terra gelida e nevosa, le tribù nordiche vivevano in perenne contrasto tra loro in una strenua lotta per la sopravvivenza. Le proibitive condizioni climatiche del territorio, infatti, avevano trasformato i rapporti tra Uhmar in una continua ricerca dello scontro per l'acquisizione di risorse limitate. Questo li aveva resi, nel tempo, guerrieri sempre più forti, violenti, spietati.
Nel versante sudoccidentale di Horgos, oltre la catena montuosa di Behrrandjr, vivevano invece tribù di Turgot che decisero di espandersi dapprima verso nord, in cerca di luoghi inesplorati in cui raccogliere ricchezze. Oltre i monti, si scontrarono con gli Uhmar nordici, che in piccola parte li integrarono (i pochi che decisero di entrare nelle comunità rispettandone le regole), e in larga parte li respinsero costringendoli a non oltrepassare più i monti. Così, i Turgot cambiarono direzione e cercarono maggiore fortuna a sud, si spinsero oltre il confine ed entrarono nel Samarin, dove si fermarono sui monti di Goromund e si stanziarono in piccoli gruppi.
Ciò che i popoli della superficie non conoscevano, era l'esistenza di un mondo sotterraneo, abitato da creature sconosciute dall'aspetto simile a Uinir, ma l'animo intriso di un'energia opposta. I Mhalakyte, al contrario, avevano da tempo scoperto l'esistenza del mondo di sopra.
Organizzati secondo una società dittatoriale con sede a Renor Val Byùl, immensa e sfarzosa città sotterranea governata da una dinastia di monarchi assoluti, chiamavano la loro terra Gotrir, e si consideravano i figli dell'Ombra e dell'Oscurità. Il loro credo era nato durante quella che per gli Uinir era l'Epoca Comorum, quando un gruppo di esploratori si era spinto nella zona più bassa del Gotrir, l'Abisso, e lì aveva scavato cunicoli che conducevano sempre più in basso, dove un'aura oscura aveva messo alla prova la loro lucidità. Avevano infatti iniziato a perdere la ragione, e un flusso oscuro era fuoriuscito dal basso diffondendosi in tutto il Gotrir. Secondo i racconti, tutti gli esploratori optarono per tornare indietro, eccetto uno, conosciuto come Rabah'Rahabas, che proseguì ancora e ancora più in basso.
Gli esploratori tornati indietro diedero Rabah'Rahabas per morto, e fu grande la loro sorpresa quando, due giorni dopo, se lo ritrovarono davanti quasi in preda alla follia. Egli raccontò loro che aveva conosciuto l'origine dell'esistenza, che identificò in un entità di nome Mahamar, e che il dio che aveva conosciuto gli aveva rivelato l'esistenza di un mondo di superficie da annientare.
Poco tempo dopo, Rabah'Rahabas, fu in grado di mostrare il dono che Mahamar gli aveva fatto: una forza oscura, proidigiosa, la magia che in superficie era stata scoperta poco tempo prima. Con questo prodigio, fu in grado di convincere la società di Renor Val Byùl di essere un emissario di un dio, e della necessità di perseguire il suo volere. Fu così che i Mhalakyte, corrotti dall'Ombra, si assegnarono lo scopo esistenziale di invadere la superficie ed estinguere le forme di vita della Luce.
I Turgot scesi dai monti di Behrrandjr, che erano entrati nel Samarin fino ai monti di Goromund, incontrarono qui l'avanzata degli Uhmar di Ferenor, che gli diedero battaglia per la conquista del territorio. I due differenti schieramenti e i frequenti scontri diedero vita a due differenti città: Gagnar e Thoro, rispettivamente popolate da Uhmar e Turgot. Con il tempo, tuttavia, le due popolazioni trovarono una tregua e iniziarono persino ad andare d'accordo, tanto che entrambe le città si popolarono di entrambe le razze in grado di convivere e collaborare.
I Turgot di Goromund divennero grandi cercatori di ricchezze, in particolar modo sotterranee. Iniziarono a scavare sempre più in profondità per appropriarsi di pietre preziose finché non avvenne uno degli incontri più cruciali della storia.
Mentre i Turgot scavavano verso il basso, i Mhalakyte del Gotrir facevano lo stesso verso l'alto, con l'intento di raggiungere la superficie. Il caso volle che il primo incontro tra le due razze avvenisse proprio in un cunicolo di una grotta di Thoro. Assieme ai Mhalakyte, dalla grotta si liberò l'influsso d'Ombra che aveva ormai preso spazio in tutto il Gotrir, e alcuni minatori Turgot ne rimasero storditi. I Mhalakyte li invitarono a combattere al loro fianco e i Turgot, corrotti dall'Ombra, accettarono e raggiunsero Gotrir, dove divennero a tutti gli effetti membri della comunità del sottosuolo.
Con i Turgot dalla loro parte, avvenne il primo attacco alla superficie. Nell'anno 427 dell'Era Vanseet, i popoli del Samarin videro per la prima volta il nuovo nemico: da Thoro a Gagnar, fino a Ferenor, un esercito numeroso di Mhalakyte e Turgot aggredì i centro abitati con l'intento di conquistarli. Allo stesso tempo, altri cunicoli erano stati scavati e avevano raggiunto la superficie: uno nei pressi di Nassar, nel Learon, e un altro in una grotta dello Horgos orientale nei pressi di Elathundir.
Il primo attacco fu respinto da Andazòr, mentre il secondo fu troppo per le modeste truppe di Hovalor. Queste indietreggiarono spingendosi sempre più all'interno della regione, finché molti Mhalakyte morirono di stenti nel freddo dei deserti artici. Quelli che giunsero fino al versante occidentale furono affrontati dalle truppe di due delle tribù più potenti della zona, che si erano organizzate in due città: Terast e Prannt. Questi eliminarono i Mhalakyte o li costrinsero alla morte tra i ghiacci.
Nel Samarin, grazie all'intervento di Trinien, le forze dell'Ombra vennero cacciate dopo aver quasi raso al suolo Ferenor, Trinien divenne la capitale del Samarin e il nuovo centro del potere della regione.
La guerra aveva però lasciato strascichi evidenti. I popoli della superficie non si accorsero subito dell'influsso dell'Ombra che, dal sottosuolo, si diffondeva nell'aria e corrompeva gli individui di Luce. Ad accorgersene furono gli Uinir del Reame d'Occidente di Aredhil che, convinti che gli Uhmar fossero ormai un nemico, poiché vulnerabili all'Ombra, dichiararono guerra a Trinien, A Illywhaylin, questo fu un pretesto fin troppo facile per confermare l'opinione che gli Uinir avevano degli Uhmar, e anche loro si organizzarono per attaccare le comunità Uhmar di Andazòr. Fu un'epoca di guerre sanguinose che portò caos e conflitti tra i popoli di superficie mentre il sottosuolo si preparava a una nuova invasione.
Nell'anno 612 dell'Era Vanseet, il Re di Trinien Hen Gamoth chiese ad Aredhil una tregua, proponendo la purificazione degli Uhmar attraverso la preghiera a Elatòmshim. Secondo lui, in caso di nuovo attacco da parte dei Mhalakyte, era necessario collaborare, o il capovolgimento dalla Luce all'Ombra sarebbe stato inevitabile. Il Re di Aredhil Galendor Maheyllis accolse la proposta di Gamoth e si iniziò a collaborare per la purificazione. A Illywhaylin, invece, gli Uinir si rifiutarono di accettare la collaborazione con gli Uhmar, e le guerre proseguirono.
L'idea di Gamoth e Maheyllis era generare nuovi Uhmar puri che potessero guidare i loro simili verso un percorso di Luce. Vennero selezionati migliaia di neonati uhmar che furono portati nel Reame Uinir d'Occidente e lì tenuti protetti, lontani dall'Ombra, nonché costantemente infusi di magia di Luce. Con il passare del tempo, questo esperimento generò Uhmar diversi da tutti gli altri, estremamente fertili alla magia e risplendenti di una Luce intensa, una bontà pura e incorruttibile: erano nati i Gavriel.
In virtù del patto tra Gamoth e Maheyllis, i Gavriel vennero incaricati di stabilire un nuovo ordine di superficie, basato sull'adorazione di Elatòmshim. Vennero costruiti in tutte le regioni templi dedicati ai Quattro e ad Avelin: il Tempio di Gladiel, Mirvas e Avelin nel Samarin, il Tempio di Teberas nel Learon e il Tempio di Valenor a Horgos. Il periodo della rinascita della Luce fu lungo e perlopiù pacifico, e passò alla storia come i 575 anni dell'Epoca Gavriellum.
L'Epoca Gavriellum fu un periodo di splendore tra i popoli della superficie, che trovarono il migliore equilibrio possibile per convivere in pace e uniti per una causa superiore. Ciononostante, alcuni conflitti non furono mai sanati, come le difficoltà di convivenza nel Samarin tra Uhmar e Turgot, il rancore dei Turgot di Runa verso Trinien, la ritrosia dei nordici di Terast e Prannt nell'accettare le arti magiche, il contrasto ideologico tra gli Uinir di Aredhil e quelli di Illywhaylin e l'inguaribile disprezzo che gli Illywhaylin nutrivano verso i gorboli, che fu contraccambiato dal medesimo odio.
Per dovere di collaborazione contro un nemico comune più forte, Terast e Prannt strinsero l'alleanza della Lega di Terast, nella quale entrò, pur con ritrosia, anche Hovalor; Ferenor e Trinien misero da parte la rivalità e considerarono di espandere la loro influenza formando un impero del Samarin; nel Learon, fu fondata la congrega dei Seguaci di Avelin, per riunire i gorboli sotto la bandiera di Elatòmshim.
Il tentativo di espansione di Trinien verso i territori centrali del Samarin si dovette scontrare con gli Uinir, laddove iniziavano le loro terre poco fuori Aredhil. I due re si accordarono per una zona di confine simboleggiata da una città popolata promiscuamente dalle due razze: Colodial.
Per quanto i popoli fossero in conflitto, erano accomunati dalla sempre vivida memoria dell'attacco dei Mhalakyte, che nell'immaginario collettivo erano il vero nemico da abbattere. Aleggiava ovunque la paura di una nuova offensiva, e per tanti anni questo pensiero spinse i popoli della superficie a rafforzarsi militarmente.
Ad Andazòr, il bizzarro abitante della Torre dell'Orologio, Saimar, prese l'abitudine di affacciarsi e predicare alla gente in piazza, mettendo tutti in guardia sul rischio del ritorno dei Mhalakyte, e invitandoli a studiare le arti magiche che lui stesso insegnava. Nel Samarin, aprirono accademie di magia presiedute da maghi uinir esperti e ad Aredhil e Illywhaylin si continuarono a coltivare Uhmar di Luce che potessero accrescere il potere della Luce e scacciare l'Ombra.
Nessuno sapeva, però, che l'esperimento dei Gavriel era stato osservato dai Mhalakyte, anche grazie a spie Turgot. Da un certo momento, si iniziarono a segnalare sparizioni di bambini uhmar dalle città. Nel corso degli anni, sempre più infanti uhmar scomparvero, rapiti da Mhalakyte o da Turgot votati all'Ombra e condotti nel Gotrir, dove venivano sottoposti a un trattamento del tutto simile a quello dei Gavriel, ma di segno opposto. Questo fu possibile grazie allo stregone di corte Morgra D'Rhirle, esperta conoscitrice delle arti arcane, che scoprì come attraverso l'assorbimento dell'Ombra da parte di un Mhalakyte fino alla consunzione del corpo, fosse possibile concentrare gran parte del potere in una grande sfera, ed esponendo i neonati agli influssi della sfera, questi sviluppavano un animo oscuro e abilità magiche fuori dal normale. Il Sacrificato, così venne chiamato il corpo sottoposto all'assorbimento del punto più basso dell'Abisso, veniva scelto come volontario o, in assenza di volontari, costretto a svolgere tale ruolo fino alla morte, che generalmente avveniva nel giro di un centinaio di giorni. Nacquero così i Gavramor, contraltare dei Gavriel: Uhmar esposti agli influssi dell'Ombra fin dalla più tenera età, e cresciuti con il cuore nero di Mahamar.
La seconda guerra globale avvenne nell'anno 570 dell'Epoca Gavriellum, e difatti ne determinò la fine. Mhalakyte, Turgot votati al Gotrir e Gavramor uscirono dai numerosi cunicoli del sottosuolo scavati negli anni e attaccarono la superficie. La strategia, stavolta, fu puntare ai templi degli dèi, sede del potere di Luce, e così avvenne in quelle che vengono ricordate come le Cinque Guerre dei Templi.
Su cinque templi, le forze dell'Ombra riuscirono a conquistarne tre: il Tempio di Valenor a Horgos, il Tempio di Teberas nel Learon e il Tempio di Avelin nel Samarin, mentre il Tempio di Gladiel e il Tempio di Mirvas nel Samarin trovarono la resistenza di Aredhil e Colodial, che sconfissero gli invasori e li costrinsero alla ritirata.
Con tre templi conquistati, i Mhalakyte puntarono quindi alla conquista delle città, ma qui trovarono maggiori difficoltà: a Horgos, Terast, Prannt e Hovalor si difesero strenuamente, nel Samarin l'alleanza di Trinien con Aredhil aveva dato luogo all'esercito più completo, numeroso e organizzato di sempre, mentre nel Learon Andazòr riuscì a tenere lontani gli aggressori. Solo Veinul, non opportunamente difesa dai gorboli, cadde e venne conquistata dalle forze dell'Ombra. I suoi abitanti furono tutti imprigionati e sostituiti in quella che viene ricordata come Prigionia di Veinul dell'anno 572, uno dei ricordi più dolorosi del Learon e tra gli Uinir.
I Mhalakyte non erano però soddisfatti del risultato della guerra. Tre templi erano caduti, ma le forze della superficie erano ancora in piedi, arroccate nelle inespugnabili città e nel reame di Aredhil e Illywhaylin. A quel punto, il sovrano di Renor Val Byùl, decise di sferrare una nuova offensiva per conquistare i principali centri di potere della superficie. Il suo nome era Ramaragh.
Il modo per prevalere nettamente sui popoli di superficie giunse a Ramaragh dalla consultazione di antichi documenti del Tempio di Avelin da parte di un gruppo di studiosi Mhalakyte. Questi lessero dell'esistenza, secondo le parole di Avelin, di quattro grandi fiere assopite, addormentate dagli dèi, che potevano essere risvegliate con il potere della Luce e dell'Ombra. Ramaragh decise di seguire questa via e ordinò agli studiosi di proseguire gli studi al fine di comprendere meglio l'argomento. Nel frattempo, riorganizzò le sue forze per preparare un nuovo attacco ancora più violento, questa volta concentrato sulle città.
L'Era Mahamarum iniziò con il terzo attacco del sottosuolo alla superficie, che concentrò i suoi sforzi sulla città di Ferenor. Questa venne colta di sorpresa (gli Uhmar si aspettavano di dover difendere Trinien), e cadde in mano ai Mhalakyte. Da questo evento nasce l'Epoca Mahamarum e il regime del terrore di Ramaragh. Ferenor venne rinominata Mhalakart, la città dei Mhalakyte e loro centro di potere della superficie.
Organizzati a Mhalakart, i Mhalakyte riuscirono a espandere i propri domini conquistando Trinien e puntando a Gagnar e Thoro, dove Turgot e Uhmar riuscirono a respingere offensive poco convinte. Il vero obiettivo di Ramaragh erano infatti le città più influenti. Nel Learon, un'offensiva aggressiva fu la causa della caduta di Andazòr, che finì nelle mani dell'Ombra con Bearthgreth al comando. A Horgos, a cadere fu Terast, sotto il controllo di Kreamos. L'Ombra aveva conquistato i maggiori centri di potere della superficie.
Ramaragh governò con la violenza ma anche con la parola. Il suo approccio, particolarmente astuto, fu quello della propaganda a favore dell'Ombra, in modo da convertire gli abitanti del Samarin e convincerli a collaborare per la stessa causa. Studiando i testi nel Tempio di Avelin, aveva utilizzato l'argomentazione del Damas Rei, che a suo dire era oggi portatore dei principi dell'Ombra. Chi aderiva al suo credo, poteva vivere in maniera relativamente pacifica nella società del terrore, mentre chi vi si opponeva era perseguitato, imprigionato e ucciso.
Gli Uhmar che riuscivano a sfuggire alle torture e alla morte, evadevano dalle città per cercare ospitalità a Aredhil, dove riorganizzarsi assieme agli Uinir per riconquistare i territori perduti. Nel Learon, invece, gli Uinir di Illywhaylin si dimostrarono intransigenti con gli Uhmar anche in una situazione tanto disperata, così i gorboli dovettero rialzarsi dall'interno organizzandosi segretamente in gruppi di rivolta civile. Una di queste, le Fiamme Blu, crebbe tanto da riuscire a creare scompiglio ad Andazòr con attentati, guerriglie e propaganda contraria al regime di Bearthgreth. Tuttavia, non aiutati da coloro che condividevano la stessa città, ma non lo stesso ideale, decisero di esportare il loro messaggio, sperando nella collaborazione di Aredhil. Le Fiamme Blu si misero così in viaggio, oltrepassarono Illywhaylin e si fecero accogliere ad Aredhil, dove pianificarono il contrattacco all'Ombra con lo scopo, per prima cosa, di liberare Mhalakart.
Le guerre che seguirono videro anche la collaborazione dei Turgot di Runa, Thoro e Gagnar che, alleati a Uhmar, Uinir di Aredhil e Fiamme Blu, tentarono più volte di liberare Mhalakart. Qui Ramaragh iniziò a temere la sconfitta e chiese aiuto a Kreamos e Bearthgreth. Durante un incontro al Palazzo di Mhalakart, Kreamos avvelenò Ramaragh e prese il suo posto a capo della città. Nel momento in cui la città, in rivolta, rischiò di collassare su se stessa, dai Templi conquistati si alzò un fascio di ombra, e in cielo apparve un enorme drago nero: il Grahmer era stato evocato.
L'apparizione terrorizzò gli abitanti della superficie, e le convinse, assieme alla propaganda, che quello fosse una dimostrazione della veridicità delle parole di Ramaragh: il Damas Rei era passato dalla parte dell'Ombra.
Gli Uinir, assieme ai Turgot e agli Uhmar alleati, si appellarono ai Gavriel. Era necessaria una riconquista dei templi al fine di evocare le tre fiere di Luce con il potere di Elatòmshim. A Terast, il generale Mharakay Von Ultrecht riuscì a rivoltare l'esercito contro lo stesso regime e lo convinse a lottare per ribaltare le sorti della superficie. L'esercito nordico marciò fino al Tempio di Valenor, dove combatté con una forza e una ferocia che Mhalakyte e Gavramor non seppero affrontare. Fu il primo tempio riconquistato.
Il secondo fu il Tempio di Avelin, grazie alla collaborazione tra Uinir, Turgot e Uhmar, assieme alle Fiamme Blu. Il terzo, quello di Teberas, fu liberato dalle sole Fiamme Blu. Quando tutti i templi tornarono in gestione della Luce, fu possibile evocare i tre draghi. Così, alla ferocia del Grahmer, si contrappose la forza dello Sharamar, del Ryashan e del Valaidor, nella Battaglia Ferale dell'anno 388 che vide la fuga del Grahmer e il crollo del dominio dell'Ombra.
Ferenor venne liberata e, considerata la sede e il simbolo della ribellione all'Ombra, divenne la città più ricca e influente di Damas con il nome di Fenegard. Finito il potere della loro evocazione, i quattro draghi sparirono e su Damas tornò a regnare la Luce, con gli stessi equilibri instabili che da sempre caratterizzava la superficie, ma con la consapevolezza delle forze in gioco quando a scontrarsi sono le due opposte energie della vita, la Luce e l'Ombra.